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La cartapesta

Le origini dell'arte della cartapesta nella Provincia di Lecce risalgono ad un periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo. La necessità di decorare le molte chiese che in quel periodo vennero costruite indusse gli artigiani leccesi ad acquisire una grande maestria nell'arte di trattare la carta, lavorandola con altre materie "povere" quali paglia, stracci, colla e gesso e con l’ausilio di pochi attrezzi rudimentali. Nell’animo degli artigiani dell’epoca, quindi, l'arte del sacro in cartapesta nasce come impegno religioso, come contributo personale al fiorire di un sentimento religioso che trova nelle nuove chiese cristiane il luogo privilegiato di espressione. La realizzazione di numerosi lavori sacri in cartapesta ebbe la funzione di richiamo al culto dei fedeli attratti da vere e proprie opere nelle quali si riflettevano i tratti caratteristici della religiosità salentina. Così la cartapesta, materia povera, si afferma come alternativa economica alle costose statue in legno o in pietra e, nelle mani degli artisti dell'Ottocento e del Novecento, assunse a grandi possibilità plastiche e consentì la realizzazione di grandi opere ancora visibili in moltissime chiese della zona.

Negli ultimi anni, che hanno visto un ritorno dei giovani a quest'arte, la produzione si è indirizzata verso natività, bambole, oggetti di arredamento e di uso comune, maschere, giocattoli, senza tuttavia trascurare il tradizionale.

I giovani, nelle botteghe e nei laboratori, disseminati, in particolare, lungo le vie del centro storico della città di Lecce, sono chiamati a raccogliere l'eredità dei vecchi statuari e contribuire in maniera determinante al meraviglioso rito di una cultura secolare che si tramanda.

Pur non trascurando i tradizionali temi sacri, oggi l’artigiano della cartapesta ricerca nuovi motivi di ispirazione nelle antiche tradizioni salentine, con l'intento di recuperare, insieme alla cartapesta, l'interesse per usi e costumi di una cultura quasi dimenticata. La cultura contadina salentina e i temi comuni rivivono in quest’arte straordinaria dalle pieghe storiche secolari e dalla capacità di creare “luoghi” comuni in cui identificarsi e riconoscersi.

Uno degli aspetti chiave oggi è la presenza dei giovani nelle botteghe ed il loro vivo interesse verso questa arte e queste tecniche artigiane. I giovani tornano alle scuole dei vecchi maestri portando una ventata di rigenerazione e di rinnovamento, pur nel rispetto di regole e tecniche di lavorazione secolari. Attualmente i cartapestai creano scenografie di sacre rappresentazioni, moderne maschere per il teatro e presepi natalizi.

I giovani sensibili al richiamo dell’arte della cartapesta rintracciano nella sua manualità e nei suoi contenuti metaforici i segni di un reale riscatto da una condizione di cronica disoccupazione, garantendo, al contempo, la sopravvivenza di un bene che affonda le sue radici nell’antropologia religiosa e culturale di un luogo.

Anche nella società tecnologica, l'arte della cartapesta resta qualcosa di più che non la sola perpetuazione di un'antica tecnica. È una tensione artistica che percorre la storia di un territorio, ne segue il destino, segnando possibili linee di sviluppo socioeconomico.

Servizio RAI TG2

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